Favignana, la tonnara riapre dopo 12 anni all'insegna della pesca sostenibile
di Remo Sabatini
Le grandi latte per la conservazione del tonno, conservate nel Museo della Tonnara a Favignana. (foto Remo Sabatini)
Riapre la storica tonnara di Favignana e la notizia ha già fatto il giro delle isole Egadi (e non solo).
Da Levanzo a Marettimo,  e poi più lontano, fino al "Continente", in questi giorni non si parla d'altro.
D'altronde, la storia della tonnara di Favignana è antica quanto il passaggio del pregiato tonno rosso che ogni anno e da sempre, dall'Atlantico, accarezzate le Canarie e la costa marocchina, si inoltra nel Mediterraneo per la consueta corsa alla riproduzione, alla ricerca del cibo.



Favignana, con il suo stabilimento, divenuto un emozionante museo dopo la chiusura definitiva della tonnara, avvenuta dodici anni fa, ha sempre conservato il suo spirito marinaro, legato alla pesca nelle splendide acque color smeraldo, colorate dalla foresta di Posidonia tra le più estese del pianeta, che la circondano.
Leggendarie poi, le vicende legate alla pesca del tonno. Innumerevoli storie di coraggio e di passione che, tonnaroti e pesci, hanno raccontato attraverso i secoli. Le piccole barche, la lunga preparazione delle reti, le processioni religiose per propiziare la pesca e la lotta con i tonni in mezzo alla schiuma del mare intrisa di sudore, fatica e sangue, sono passate alla storia. Così come quel rispetto, la passione e l'amore per quei tonni sacrificati, che tonnaroti e Raìs mi hanno raccontato decine di volte, con vigore e gli occhi lucidi e che hanno significato per secoli, lavoro e benessere per gli isolani.



Come l'ultimo dei Raìs, il compianto Gioacchino Cataldo che, di fronte a quel mare, insieme  all'amico di sempre Clemente, lo aveva visto tra i protagonisti delle ultime grandi pescate di tonno.
"Abbiamo sempre avuto un grande rispetto per il mare e dei grandi tonni che andavamo a pescare, mi aveva detto Gioacchino durante una delle mie ultime visite a Favignana, così come per i grandi squali che purtroppo, ogni tanto finivano malauguratamente nelle reti, Era un lavoro durissimo. Ma noi, lo amavamo". Fiero, Gioacchino, scomparso pochi mesi fa, portava al collo un dente di un gigantesco squalo bianco di quasi sei metri che, anni prima, era stato trovato morto nelle reti della tonnara e dal quale non si separava mai.
Entusiasta della decisione presa dal Ministero competente che ha dato il via alla preparazione della nuova apertura, l'imprenditore Nino Castiglione, amministratore dell'azienda che fu della storica famiglia Florio, e il sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto. "La riapertura della tonnara, dice Pagoto, è una straordinaria opportunità di lavoro per molti dei nostri giovani e per l'indotto, con in primo piano la tutela ambientale".
Una antica targa è appesa, tra le altre, all'ingresso della tonnara. Racconta la pesca leggendaria di tanti anni fa, Recita: "Al 1859 Anno Ultimo. Gabella Florio. La Tonnara Favigana Pescò 10159 Tonni. Amministrava A.Ribaudo. Raìs A. Casubolo".
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