Yucatan: il sito maya di Tulum, tra spiagge, storia e riserve mozzafiato
di Francesca Spanò
Yucatan: il sito maya di Tulum, tra spiagge, storia e riserve mozzafiato
Un viaggio nel tempo tra sabbia chiara, mare turchese e monumenti millenari e misteriosi: lo Yucatan resta una delle destinazioni più amate per chi vuole conciliare la vacanza in spiaggia, con un mix di storia e naturalismo. E Tulum ne è il cuore più pittoresco, quel luogo dove l’affascinante popolazione Maya ha affinato, con incredibile meticolosità, sistemi matematici, astronomici, regole di scrittura e realizzato monumenti le cui funzioni reali hanno spesso fatto scervellare gli esperti.
 
 

Dove si trova: info utili
 
Tulum sorge a 130 chilometri da Cancun, in un piccolo sito sorto in cima ad una scenografica scogliera a picco sul Mar dei Caraibi. Nel Cinquecento gli spagnoli che la scorsero per la prima volta, la associarono alla bella Siviglia per via delle facciate dei suoi palazzi dai colori brillanti. Chi arriva in pullman o in auto, può avere un attimo di confusione perché la città è suddivisa in tre aree distinte. Da una parte ci sono le rovine, dall’altra il centro vero e proprio e poi le spiagge. L’estate, nello Yucatan, va da fine maggio a fine ottobre, può essere fin troppo calda, e corrisponde al momento delle piogge, al contrario il nostro inverno è la consueta stagione turistica.
 
Perché è tra i siti più visitati in Messico?
 
Al di là di ciò che riguarda i costi e i tour organizzati, vanta una posizione strategica che la rende vincente e indimenticabile. Questo nonostante non sia all’altezza delle altre note località maya, per via di una minore ricercatezza a livello architettonico. Attualmente resta, dunque, l’area più visitata per un itinerario storico-naturalistico dopo Chichén Itza. Altrettanto vero è che si tratta di un centro culturale e spirituale ancora di notevole importanza, che trasuda il mito in ogni angolo.
 
Il mare e le vecchie cabanas
 
Nonostante l’area, ormai super frequentata anche dalle coppie in luna di miele oltre che dal gran turismo, rinnovi la propria offerta ricettiva di anno in anno, mantiene un alone di mistero e bellezza senza pari. La sua principale spiaggia, ad esempio, è un’attrattiva eccezionale nonostante ne sia cambiata l’atmosfera un tempo assolutamente selvaggia. Resta ancora qualche cabanas senza elettricità né acqua corrente, ma è il lusso dei grandi resort ad attirare la maggior parte dei visitatori che al viaggio all’avventura preferiscono quello comodo.
 
Alla scoperta delle spiagge
 
La centralissima Avenida Tulum durante il giorno è deserta, perché i turisti sono tutti nei lidi, tra i più belli della costa caraibica. Qualche volta il maltempo ne cancella momentaneamente dei tratti, ma è un problema momentaneo. Al lido si può accedere anche dagli stabilimenti (oltre che da altre zone, dove però è difficile arrivare), in modo gratuito pagando solo servizi e consumazioni. Le altre spiagge libere si trovano soprattutto a sud, anche all’interno della Riserva della biosfera. Tuttavia le più note sono a nord, verso il sito archeologico.
El Paraiso è sempre affollato ma vanta un’atmosfera alternativa. Playa Maya è più a nord e piuttosto solitaria, mentre uno stabilimento dove la gente del posto si ritrova è il Mar Caribe Beach Club. Qui la vista è direttamente sulle rovine. Da queste parti sono tante le attività a cui ci si può dedicare e si va dal trekking, al giro in bicicletta, agli sport acquatici, fino ai tour delle caverne con immersioni ed escursioni naturalistiche.

Da non perdere
 
  • Half Moon Bay: a forma di mezzaluna con sabbia candida e chiara che non scotta e acque color smeraldo (perfetta per il relax totale)
  • Chan Yu Yum: una piccola baia riparata e protetta dai venti, divisa tra sabbia chiara e parti rocciose, con spruzzi di vegetazione verde qua e là
  • Fatima Bay: lunga un chilometro e mezzo, in una cornice di palme da cocco che circondano la spiaggia
  • Playa del Carmen: quella cittadina è la più famosa ed è la perfetta spiaggia caraibica, attrezzata e sempre molto frequentata
 
La Riserva della Biosfera di Sian Ka’an
 
Dal 1987 è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, sorge nello stato di Quintana Roo ed è possibile visitarla rispettando il delicato ecosistema locale, con la comunità maya di Chumpon e Muyil che qui vive. In tutto i siti archeologici che comprende sono ben 23, ma un classico è il tour dell’antico canale maya, oltre che le escursioni della barriera corallina. Sian Ka’an (letteralmentte “un regalo dal cielo”) è indimenticabile per la presenza di specie animali e vegetali molto rare. A Muyil Lagoon ci si può tenere a galla grazie all’acqua dolce e tiepida della laguna, mentre alla Chunyaxthe Lagoon, ci si lascia trasportare dalle correnti facendo attenzione alle mangrovie. Attraversate paludi e spiagge bianchissime, si giunge a Muyil, molto pittoresco e immerso nella foresta. Se è vero che le piramidi non sono in buono state, l’atmosfera è del tutto magica.
 
 
 
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